Lago di Garda – Allenamenti Squadra Agonistica

Pubblichiamo l’articolo di Roberto De Mari, babbo di Giulia e Claudia, relativamente alla trasferta sul Lago di Garda.

Trasferta lago di Garda
Trasferta lago di Garda

Finalmente, la tanto attesa trasferta !
Nella giornata di venerdì di buon ora ritrovo al CVMP per caricare barche e partire alla volta del lago mito per i velisti. Annagiulia, Antonio, Davide, Enrico e Lara capitanati da Alessio con la qualificata partecipazione di Franco Manganelli e il supporto logistico di Mario e Simone (per loro ogni aggettivo è stato già declinato e pertanto mi limito ad un caloroso GRAZIE a nome dei genitori tutti) ai quali, nella “notte” di venerdì si sono aggregate Claudia e Giulia. Ottima location con albergo bordo lago a poche centinaia di metri dal bel Circolo di Brenzone che ci ha ospitati e quindi facilmente raggiungibile a piedi senza attraversamento della ss gardesana. Ordine tassativo per i genitori di “smaterializzarsi” !. La giornata di sabato si apre con una leggera brezza che increspa lievemente il lago e che lascia ben promettere; sulla cronaca di Verona del Corriere della Sera di domenica il Comandante della Guardia Costiera di Salò la definirà “una giornata infernale”. Mentre i nostri ragazzi avevano iniziato ad abituarsi al “ander” vento che si infila dalle montagne che fanno cornice a Riva del Garda e si apre in direzione di Peschiera, nel giro di una manciata di minuti il cielo è diventato plumbeo e le raffiche si sono fatte pesanti.

Trasferta lago di Garda
Trasferta lago di Garda

La mattinata di noi genitori che aveva come meta tradizionale un sinmpatico locale dove rilassarsi leggendo i giornali, è stata sconvolta. In piedi a bordo lago con il binocolo fisso alla ricerca di segnali confortanti dalle barche con in sottofondo i commenti dei “locali” che avevano l’effetto di aumentare l’ansia. Quando con il binocolo inquadro il primo optimist che ha la vela con la penna piegata il primo pensiero è ad un’avaria: ma poi vedi anche gli altri melle stesse condizioni e allora capisci che è stato tolto il picco per ridurre la velatura. Bene ! Il gruppo non riesce più a stare unito, e il gommone svolge un lavoro straordinario facendo continuamente la spola da un ragazzo all’altro; si deve rientrare alla base. Ma qualche barca è in difficoltà, non riesce a governare e sta scarrocciando verso la riva …… il gommone la raggiunge e viene presa la decisione di disarmare e lasciare la barca legata alle boe di ancoraggio disseminate lungo la riva. Intanto i primi si stanno avvicinando al mio punto di osservazione, e risco a riconoscere i numeri velici; Antonio, Giulia e Davide mi passano davanti sospinti dal vento di poppa e sballottati dalle onde. Fanno fatica a governare, e quando vedo la vela di Giulia che sta per partire in una strambata “comandata” da un onda istintivamente mi esce un “giù …” che non riesco a terminare che già la rivedo in assetto. Intanto torno sul gruppo cadetti e intravedo le barche che legate alle boe si sono capovolte …. il gommone è ancora lontano e non riesco a distinguere chi c’è sopra. Mi rigiro sui primi e vedo che accanto ad Antonio c’è un gommone (saprò dopo che si tratta del nostromo del Circolo Velico che ci ospita) che gli ha fatto disarmare la vela e l’ha tirata a bordo …. penso ad una rottura …… ma poi vedo che si affianca anche a Giulia e ripete la stessa operazione. Scena mai vista: rimangono con deriva alzata sospinti dal vento di poppa a “surfare” sull’onda timonando in direzione del punto di approdo. Cerco i tratti dei visi e ho l’impressione che si stiano divertendo … sti disgraziati !! Quando davanti a me passa il gommone pilotato da Franco e posso riconoscere chiaramente Claudia, Annagiulia, Lara ed Enrico (che ha dovuto abbandonare il Laser con le cinghie rotte) metto via il binocolo: saranno passati 20 minuti, il bar ci aspetta (dove troveremo un gruppo di kite-surf che sono stati recuperati dalle vedette e inguainati nelle loro mute si stanno scolando ogni sorta di alcolico)

Il consuntivo di questi 20 minuti registra anche danni alle barche ma personalmente voglio sottolineare una impressione che ho avuto forte: grande lucidità e velocità da parte di Alessio e Franco nel gestire una situazione di emergenza valutando come e con quale priorità intervenire, sapendo di poter fare affidamento, senza smentita, sulla preparazione dei ragazzi più grandi.

Al pomeriggio si è proceduto al recupero delle barche e la domenica si è chiuso con poco vento. Il commento tecnico di questa trasferta spetta di diritto ad altri; il mio intervento ha l’ambizione di lasciare una traccia che possa, anche nel tempo, richiamare le emozioni vissute. Grande esperienza per i ragazzi ! Roberto

ps: so che il rientro a Marina di Pietrasanta domenica sera è stato travagliato causa traffico e incidente in quel di Cremona. Non aggiungo altro , se non l’impegno verso Mario di una fresca bionda (inteso come birra …) alla prossima occasione.

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