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Scuola Vela Agonistica

Club Velico Marina di PietrasantaDi solito tutti i club velici litoranei alla fine dell’estate cessano l’attività didattica, specie nelle classi giovanili, per riprenderla nella bella stagione.

Quest’anno il Club Velico Marina di Pietrasanta, attraverso i propri istruttori, ha proposto ai genitori dei ragazzini che avevano frequentato la scuola di vela a livello di base, di proseguire tutto l’anno frequentando un corso di specializzazione di preagonismo. Più che di corsi si tratta di un impegno prolungato in quanto i frequentatori almeno due domeniche al mese si ritrovano in mare o al lago di Massaciuccoli per affinare le proprie doti sportive. Si tratta di 16 ragazzi e ragazze (9-16 anni) che opportunamente attrezzati si cimentano in navigazioni anche impegnative per mare e vento non sempre favorevoli.

A volte poi ci si mette anche un poco di pioggia ma la festa non si guasta. Mentre i genitori si mettono a ridosso magari di fronte a una tazzina di caffè, i bimbi sguazzano e manovrano come piccoli Cayard e Coutts a bordo dei loro Optimist e dei 420.

Un saggio finale del loro grado di apprendimento è programmato domenica 13 dicembre al lago di Massaciuccoli. Sarà l’ultimo appuntamento in acqua di quest’anno per loro per riprendere poi a primavera. Il “goal” è per qualche equipaggio prendere parte al prestigioso Trofeo Accademia Navale in programma a Livorno a fine aprile 2010.

  1. Marco Rossi
    14 gennaio 2010 a 19:47 | #1

    Caro Spartaco, molta gente, con mio rammarico, viene al Club solo perchè ci sono le “porte” o la “macchinetta del caffè”, pero questa maggioranza è quella che con le loro quote crea la sopravvivernza del Club e quindi la possibilità di organizzare regate ed avere una squadra agonistica. Bisogna essere realisti la “vela “, ti ripeto, non è solo agonismo e come dice Francesco, la sola sua stessa pratica abitua ad un sano spirito sportivo che bisogna insegnare ed inculcare alle nuove generazioni. Le iniziative ben vengano e sono sicuramente di “lustro” per la nostra associazione (vedi vela per disabili), ma sul giornale si finisce anche per aver realizzato una bella costruzione ed è proprio la bella costruzione che attira i più. Io vado a vela dall’età si 16 anni , non disprezzo l’agonismo, non disprezzo le regate e nonostante i 55 anni alberga in me un sano spirito sportivo che mi fa andare in bicicletta, a sciare, a camminare in montagna; questo è quello che ho cercato di trasmettere a mia figlia, il piacere di fare sport, di impegnarsi per raggiungere dei risultati, che poi è la “lezione” su cui dobbiamo incentrare la vita stessa.
    Come vedi le posizioni non sono divergenti ma parallele, e solamente il fatto che siamo in tre a discuterne è costruttivo. Poi sai bene l’importanza che abbia per me la “scuola vela” e la gioia di vederla finalmente efficiente e motivata.
    Ciao
    Marco

  2. Francesco
    14 gennaio 2010 a 9:02 | #2

    Io non biasimo l’agonismo, anzi lo apprezzo.
    Ma quello che a me interessa di più è che prima e meglio dell’agonismo dovremmo trasmettere ai ragazzi (e a tutti noi) dei valori più importanti che te Spartaco hai nel tuo DNA ma che nel nostro paese sono poco diffusi e che possono riassumersi nel termine “Spirito sportivo”.
    Con questo non voglio dire che i nostri istruttori non abbiamo ben presente questo aspetto è solo che lo ritengo così importante che lo ripeterò sino all’esasperazione, fosse anche solo per ricordarlo a me stesso.

  3. 14 gennaio 2010 a 7:12 | #3

    Secondo me Marco,è solo una questione di tempi:
    prima si fa il Club e con questo intendo avere una scuola di vela che funziona,una squadra agonistica che ci dia la visibilità che l’impegno profuso merita.
    Più siamo visibili,più vantaggi ci saranno anche per quei soci che invece non faranno mai una regata in vita loro.
    Sui giornali,in televisione e quindi gli sponsor eventuali,non ci si va per una macchina del caffè nuova in sede o un trattore o altre amenità di quel genere,però se lavoriamo bene a ci andiamo per certe iniziative a carattere sociale ( la vela per i disabili) o per le regate che organizziamo o per il successo di qualche nostro atleta,poi arrivano anche i soldi per la macchinetta del caffè,per le porte nuove e per le attività collaterali.
    Partire subito con le porte,per intendersi,sottrae quelle poche risorse ai fini del club,toglie quindi visibilità e ci rende la strada sempre più in salita creando alla fine solo un danno all’immagine del club.
    Basta solo dare ,come dice il nostro DS,le giuste priorità alle cose da fare,guardando al futuro ed al portafogli.

  4. 13 gennaio 2010 a 19:55 | #4

    Certo Francesco,agonismo non è barare o fregare gli avversari in modo illecito,ma competere per arrivare davanti usando una migliore tecnica,perizia e lealtà sportiva e tutto questo dato da buoni maestri,allenamento,sacrificio,doti naturali,talento.
    Certo è che se manca la volontà di vincere è inutile fare una squadra agonistica.
    Si deve anche insegnare a non frustrarsi per un insuccesso,ad arrivare secondi bene facendo i complimenti agli avversari se sono stati più bravi e la sconfitta deve essere uno spunto per capire dove migliorarsi……questo in generale nella vita e nello sport.
    Se te identifichi l’agonismo con scorrettezza o furberia,allora non la vedi come me, come del resto il vedere l’agonismo solo in base ai risultati.Si può vivere la vela in modo agonistico anche senza mai vincere,ma impegnandosi al massimo ogni volta per riuscirci………c’è chi ha doti naturali,c’è chi non ce l’ha,ma si impegna di più e a volte riesce a vincere con la passione e l’impegno.
    Per ora i ragazzi devono divertirsi e prendere confidenza con la vela in toto,con il mare,con i valori dello sport,dopo faranno il loro percorso agonistico,chi vorrà farlo.
    Quello che dico io è non trascurare l’aspetto principe di uno sport per quei 10 soci che non intendono e non intenderanno mai fare regate e vorrebbero che nemmeno gli altri le facessero,che vedono 1000 euro spesi per un optimist come uno spreco di denaro,l’organizzazione di una regata come una maledizione e una trasferta a Carrara come un viaggio in America.Nessuno gli impedisce di vedere le cose così,ma che non impediscano o creino problemi agli altri che invece vogliono perseguire,mi ripeto,i FINI ISTITUZIONALI del Club.
    Abbiamo ottimi istruttori che sapranno dare i giusti insegnamenti ai ragazzi,alla fine tireremo le nostre considerazioni,ma prima devono essere lasciati in pace a fare quello che solo loro sanno fare.

  5. Marco Rossi
    13 gennaio 2010 a 18:49 | #5

    Ciao Spartaco,
    io penso che tu abbia capito benissimo le mie parole, e conoscendomi sai quanto credo nell’attività velica del Club, ma sono altresi convinto di quello che ti ho esposto, questo non vuol dire che il Club debba divenire uno “stabilimento balneare” ne tanto meno un “ristorante”,ma per me chiunque abbia una barca (che possa essere definita tale…..concordo sui cadaveri) è a tutti gli effetti un Socio. Per quanto riquarda le attività parallele di ausilio alla vita del Club più di una volta ci siamo trovati insieme ad operare, ma alla fine ,come ben sai, possiamo contare sulle solite persone (ottimistico dire 20); che facciamo cacciamo gli altri 130 Soci ?
    A proposito sabato sono al Club a lavorare.
    A presto
    Marco

  6. Francesco
    13 gennaio 2010 a 9:39 | #6

    Se mi permettete vorrei esporre una mia idea sull’argomento.
    Il concetto di “agonismo” (=Strenuo impegno, volontà di vincere una competizione) è per me quasi un disvalore se non accompagnato da un sano spirito sportivo.
    La cultura latina è troppo spesso basata su logice machiavelliche dove il fine giustifica i mezzi e quindi ciò che conta è solo il risultato.
    Io invece cerco di portare avanti un idea diversa dove prima di tutto viene la lealtà e la sportività. Quello che conta per me non è solo il risultato ma l’impegno e la passione impiegata.
    Per fare un esempio calcistico sin da ragazzino ti insegnano che quando sei in area avversaria devi buttarti in terra e se non lo fai sei un bischero. Quando poi una squadra perde 3 a 0 a dieci minuti dalla fine, smette di giocare, come se l’unico motivo per giocare fosse il risultato.
    Almeno nel nostro sport, povero di risorse rispetto ad altri ma storicamente ricco di valori, proviamo a portare avanti un discorso diverso. I risultati hanno la loro importanza ma non ci scordiamo che ci sono valori superiori all’agonismo.
    Grazie.

  7. 12 gennaio 2010 a 19:32 | #7

    @sparky
    P.S.
    Accettare chiunque,non vuol dire prostituirsi ai voleri di chi porta denaro.
    Chi viene da noi lo deve fare consapevole di qual è il nostro fine e non cercando di piegare il club ai suoi fini.Ti ricordo che l’assemblea ,pur consapevole del delicato momento economico del club,non ha voluto le moto d’acqua, eppure portano anche quelle denari…………………

  8. 12 gennaio 2010 a 19:26 | #8

    Vedi Marco,io sarò monotematico,ma la FIV,alla quale noi siamo affiliati,ha proposto di recente il progetto under 16,per cercare di far fare le regate anche a quei ragazzi,che compiuti i 16 anni,negli ultimi anni (10 almeno),smettevano sistematicamente di andare in barca.
    Sono state fatti analisi tecniche,di contenuti,si sono chiesti il perchè………
    Il fine del nostro club (ricordo, affiliato alla FIV) è come da statuto la diffusione della vela,dello sport e dell’agonismo e non le passeggiate.
    Se anche alcuni soci vivono la vela solo per farsi passeggiate o sono pescatori,ben vengano,ma noi siamo una società sportiva e non un circolo ARCI. Quando 5 anni fa ho cominciato a frequentare più assiduamente il club,ho trovato l’ecatombe agonistica,nessuno sapeva cosa era una regata,come si organizzava,come si faceva, e se c’erano più di 10 nodi di vento ,nessuno usciva nemmeno. La scuola di vela si fermava a far fare due nodi e spiegare cosa è un optimist a 10 ragazzini che dopo 7 giorni di corso venivano sistematicamente abbandonati a sè stessi,anzi,i pochi che invece avevano piacere di sapere qualcosa in più,ovvero avevano la fiammella della passione per il nostro sport che cominciava ad accendersi,erano vissuti solo come un fastidio. Ti ricordi come venivi trattato dal vecchio DS quando facevi qualche domanda a quello che ritenevi il miglior velista del club? e poi che velista………Me la chiami una società sportiva?
    Il club si nutre di questi ragazzi che iniziano ora, grazieai nostri ottimi istruttori e all’agonismo,senza questo il club diventerebbe solo una casa vuota (o un circolo ARCI,o un ristorante) come purtroppo abbiamo visto accadere in altri club dove la scuola di vela e l’agonismo sono stati trascurati e/o abbandonati e dove la maggior parte dei soci vivono la vela solo per fare la passeggiata domenicale o un momento in cui fare delle gran cene o come ritrovo estivo senza troppo impegno fisico.
    Tutto quello che si fa al club è il benvenuto,chiunque è il benvenuto,ma non dimentichiamo mai qual è lo scopo del club velico e soprattutto chi siamo e per cosa ci stiamo battendo,altrimenti qualcuno che temeva che potesse diventare un club esclusivo potrebbe aver ragione.Senza l’agonismo si perde lo status di società sportiva,e quando diventasse un ristorante o un bagno,non basterebbero certo i due spiccioli che paghiamo ora per continuare a frequentarlo.Chiunque veda l’agonismo e la scuola di vela impostata come è come una minaccia, è bene che si sposti altrove,vuol dire che non ha capito nulla.
    Tutte le altre attività sono solo un contorno alle attività principali,servono a portare benefici economici per continuare a portare avanti gli obbiettivi principali,fanno aggregazione e sono necessari,ma senza l’agonismo,uno sport è morto o non si può chiamare sport.La vela senza le regate non è sport, è una attività da fighetti solo per farsi vedere e nulla più……..

    Sono ripetitivo,lo so,ma ogni volta che sento minacciare l’agonismo mi si accappona la pelle.
    Il club è una società sportiva,non un posteggio per le barche.Se uno porta la barca in una società sportiva lo fa perchè vuole fare sport,altrimenti la porta in un bagno.Ma se questo è il prezzo da pagare per avere i fondi per continuare le attività istituzionali del club,e beh,ingoiamo il rospo,ma almeno che nessuno si lamenti.
    I pescatori sono più partecipanti all’agonismo di tanti velisti o autodefiniti tali,si impegnano per la organizzazione delle regate,aiutano nelle attività istituzionali,danno una mano nella costruzione della sede.Lo stesso non posso dire di tanti velisti………che sono buoni solo a lamentarsi ma che quando c’è bisogno di una mano,non li vedi mai,se c’è una regata nemmeno………
    Vorrei non tornare mai più su questo argomento e sarebbe bene che tutti ricordassero che senza quei rompipalle che vanno in giro a far regate,a far conoscere il club,che si sbattono per cercare di dare una dignità a livello nazionale ad una realtà che fino a poco tempo fa nessuno conosceva,il club sarebbe solo un parcheggio di barche cadaveri dove qualche personaggio si sarebbe continuato ad arricchire con la stagione estiva senza dare niente e se un giorno gli stessi rompiballe se le rompono davvero,il club in quattro e quattr’otto ritornebbe quello che era e di questo ne sono certo.

  9. Marco Rossi
    5 gennaio 2010 a 19:39 | #9

    @sparky
    Caro Spartaco, le tue parole colpiscono il bersaglio al centro, spero proprio che qualcosa sia cambiato, le premesse ci sono tutte, e sinceramente il 2009 è stato l’anno della svolta.
    Come al solito il buon Sparky è un po’monotematico, l’agonismo è importante per un circolo velico, figuriamoci l’agonismo giovanile ( sono le nostre future speranze ), ma non scordiamoci che il mondo dei Soci è fatto anche di persone che vanno a vela per il semplice piacere che questa attività può dare, di pescatori (anche loro sono Soci e…..pagano), di proprietari di barche delle più svariate “razze” ( anche loro pagano).
    Tutti hanno diritto di vivere la nuova struttura ed onestamente in questo momento ogni apporto economico non è da disprezzare.
    Ciao
    Marco Rossi

  10. 3 gennaio 2010 a 9:09 | #10

    Eh si,finalmente ci siamo riusciti!!!! Dopo tanti inutili tentativi di fare vela tutto l’anno,questa volta,grazie alla passione dei nostri istruttori,Franco,Alessio e Chiara, ce l’abbiamo fatta!!!
    Tante volte il progetto è stato presentato,ma a causa della scarsa passione,tutto è andato a finire in una bolla di sapone.Due stagioni fa abbiamo portato 2 420 sul lago per lasciarli tutto l’inverno a riempirsi di foglie e di pioggia,senza pensare ai costi che il club ha sostenuto.
    Il caso (?) ha voluto che con il cambio radicale dei nostri istruttori e l’arrivo di Franco Tognocchi,il progetto finalmente si è concretizzato e gli sforzi del club hanno dato i primi frutti.
    Ben 16 ragazzi hanno continuato ad uscire fino al 13 dicembre in tutte le condizioni meteo,col sole,con la pioggia,con la bonaccia e con 20 nodi.
    La nuova sede è quasi pronta e sarebbe stato uno spreco enorme avere una così bella sede senza poterla sfruttare se non per fare qualche cena.
    Lo spirito del club è incarnato da questi ragazzi che vanno in acqua sempre e che presto vedremo sui campi di regata,ben formati,ben allenati e senza paura.
    Siamo solo all’inizio di questa avventura,ma se il buongiorno si vede dal mattino……….


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